I dati sono un driver per dar vita a strategie performanti. Tre punti di partenza.

Oggi si parla in modo ossessivo di big data e analytics e sono diventati un must per le organizzazioni. Ma l’errore che spesso si commette è quello di guardare a questi strumenti semplicemente come a veicoli per collezionare i dati, anziché come a driver strategici per lo sviluppo dell’impresa, indispensabili per prendere decisioni e dare vita a strategie performanti.

Pertanto se le organizzazioni vorranno riuscire a muoversi in questo enorme panorama di numeri, dovranno rivedere le proprie strategie di gestione delle informazioni.

Ma quali sono i passi fondamentali per attuare una strategia di business data-driven?

 

Siamo onesti, il controllo di gestione non può fare a meno di Excel, nonostante i suoi limiti!

A volte, per abitudine, continuiamo ad utilizzare i soliti strumenti per la gestione dei processi di controllo, anche se non sono la risposta ideale alle nostre esigenze e senza renderci conto che ciò comporta uno spreco di tempo e soldi. Questo è molto spesso ciò che avviene nelle aziende che si ostinano ad utilizzare Excel come unico strumento per il controllo di gestione.

I fogli di calcolo tradizionali esistono da circa 30 anni e più dell’80 per cento delle aziende continua ad usarli (Forrester Research). Il motivo è che Excel rimane un ottimo strumento sia per fare semplici calcoli che per sviluppare modelli aziendali più complessi. Inoltre la familiarità degli utenti con l'applicativo Microsoft riduce i tempi di apprendimento, e i costi, che invece sarebbero necessari se si decidesse di introdurre un nuovo tool di CPM.

Artificial Intelligence, quale sarà l'impatto sul mondo della compliance aziendale?

Oggi il panorama normativo per le aziende è sempre più complesso e continua ad evolversi. I CEO sono sempre più sotto pressione e devono individuare tecnologie di supporto per aumentare il controllo delle proprie strategie di compliance e gestione del rischio.

Non farlo equivale a potenziali costi in termini di mancati guadagni, sanzioni e multe, oltre a danni alla reputazione aziendale.

Un impulso verso l’implementazione di soluzioni GRC, potrebbe essere fornito alle aziende europee e a tutte quelle che si trovano a trattare dati personali di cittadini dell’UE, dall’imminente entrata in vigore del GDPR (General Data Protection Regulation), che inizierà a produrre i suoi effetti a partire dal 25 maggio 2018.

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